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  • Morto don Antonio Gioli, era parroco a Fossalta di Portogruaro dal 2010
    by Rosario Padovano on 1 March 2024 at 10:44

    Per le conseguenze di un tumore, che lo aveva colpito ancora tempo fa, è mancato nella mattinata del 1° marzo don Antonio Gioli, parroco di Fossalta di Portogruaro dal 2010. A ufficializzare la notizia, che ha cominciato a diffondersi alle prime ore del giorno in paese, è stato il sindaco Natale Sidran. Si attende la comunicazione ufficiale del vescovo di Concordia Pordenone, monsignore Giuseppe Pellegrini, per conoscere data e ora delle esequie. Don Antonio Gioli era nato a Rovigo il 6 giugno 1950 e ha sempre esercitato fuori diocesi, almeno fino al 2004. Era stato frate a Portogruaro. Nel 2010 era arrivata la nomina a parroco di Fossalta, in un periodo non semplice. Don Antonio ha affrontato questioni importanti, come la ristrutturazione della chiesa di San Zenone in centro a Fossalta, una delle più belle del territorio; e poi la partenza definitiva delle suore. Infine la malattia. «Siamo sconvolti per questa perdita», ha detto il sindaco Sidran, «Con le sue omelie, don Antonio Gioli stimolava sempre il fedele a riflettere».

  • Ingegnere muore durante il ricovero in Psichiatria a Dolo: esposto della famiglia
    by Alessandro Abbadir on 1 March 2024 at 10:35

    Andrea Baratto, 53 anni di Salzano, era stato in cura nel reparto ma dal 2018 stava meglio. Nei giorni scorsi la ricomparsa dei sintomi e il decesso improvviso

  • Maltratta e rapina i genitori, 30enne di Spinea ai domiciliari
    on 1 March 2024 at 9:39

    Un 30enne di Spinea (Venezia) è stato posto agli arresti domiciliari per maltrattamenti in famiglia e rapina ai danni dei genitori. L'uomo, in precedenza allontanato dall'abitazione familiare con provvedimento dell'Autorità giudiziaria, era stato riaccolto e aveva continuato a rendere difficile la vita dei genitori, minacciandoli ed ingiuriandoli in più occasioni. In una circostanza, il giovane ha usato violenza fisica nei confronti del padre, per sottrargli il portafoglio e le chiavi della macchina.

  • A Venezia tutti i malumori sulla Fondazione per la sostenibilità: soci privati al bivio
    by Eugenio Pendolini on 1 March 2024 at 8:55

    I malumori all’interno della Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità covano da settimane. Da quando cioè è stato prospettato un riassetto degli organi destinati a decidere le sorti dell’ente guidato da Renato Brunetta insieme al sindaco Luigi Brugnaro e al presidente della Regione, Luca Zaia (entrambi vicepresidenti). Con lo scopo di snellire la struttura, l’idea è di dare vita a un nuovo comitato istituzionale, sostitutivo. Composto però solo da figure pubbliche, non quindi dai rappresentanti dei soci fondatori. Una decisione, questa, vista come un accentramento eccessivo che andrebbe a svilire l’integrazione tra la componente pubblica e quella privata dell’ente. Su questo aspetto cruciale per la governance dell’ente si è concentrata la lettera inviata da Confindustria Veneto, Snam, Bcg Italia, Enel, Eni e assicurazioni Generali a Renato Brunetta, oltre che ai vicepresidenti Luca Zaia e Luigi Brugnaro e al direttore generale Alessandro Costa. Lettera sulla quale, almeno pubblicamente, il vertice della Fondazione ha preferito non rilasciare alcun commento. In questi giorni, i contatti tra le parti sono stati costanti e hanno partorito diverse proposte dirette a mitigare lo scontro. Il punto di caduta della trattativa potrebbe trovarsi nell’inserimento di un paio di nomi in rappresentanza dei soci privati. Se ne saprà di più solo nelle prossime settimane. La vera partita, però, si gioca su un altro terreno. Quello della programmazione e delle prospettive future dell’ente nato nel 2022 con l’obiettivo di «realizzare un piano di interventi funzionali alla crescita economica, ambientale, tecnologica e sostenibile di Venezia, in linea con la strategia delineata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza». Incontri, conferenze, convegni. Ma di progetti concreti, già operativi, riconosciuti e riconoscibili: poco o nulla. Un timore, quello dei soci privati, che coinvolge sì la governance. Ma più in generale la natura stessa dell’ente capace di richiamare nomi importanti del tessuto imprenditoriale locale e nazionale. In questi due anni, si sono aggiunti diversi soci prestigiosi e colossi internazionali. Sono 46 oggi in totale i soci che compongono la Fondazione. Tra loro: Amazon, il Porto di Venezia, Autostrade per l’Italia, Eagle Pictures, Ferrovie italiane, Marsilio, Microsoft, Save, Poste Italiane, Tim, Umana, Terna. Altri ne arriveranno. Tutti i soci che entrano a far parte della Fondazione con un contributo associativo di 100 mila euro in tre anni. Le candidature passano al vaglio di una rigida griglia di parametri. Ai candidati vengono sottoposti vari requisiti. Ad esempio: la compatibilità rispetto alla finalità della Fondazione, quali sono le aree di intervento che più interessano, se si hanno già in mente degli interessi da mettere a terra, qual è l’approccio del candidato sul tema della sostenibilità e se si è già aderito ai principi di investimento sostenibile delle Nazioni Unite. Un check-up completo a cui è stato sottoposto, da ultimo, anche Amazon che infatti, tra le attività della Fondazione, si è detta interessata ai temi della transizione energetica (logistica) e al cosiddetto Venice Sustainability Accelerator (attraverso lo sviluppo di tecnologie di monitoraggio). Non se ne è più saputo nulla. C’è poi il progetto Venezia Città Campus, presentato in pompa magna nella sede delle Procuratie Vecchie e al centro di un protocollo d’intesa firmato anche dalla Fondazione. A lavorare a quel progetto, però, sono soprattutto gli atenei veneziani, Ca’ Foscari e Iuav in primis insieme al Comune, alla ricerca di spazi da trasformare in studentati e di fondi ministeriali.

  • Caos concessioni a Jesolo, il Sindacato balneari: «Berton è fuori», ma i colleghi veneto sono con lui
    by Giovanni Cagnassi on 1 March 2024 at 8:15

    IL Sib, sindacato italiano balneari, prende le distanze dal presidente di Unionmare Veneto, Alessandro Berton: «Per il caso Jesolo Berton è fuori dal Sib». Ma il sindacato veneto dei balneari, che aderisce al Sib pur avendo propria autonomia e personalità giuridica, fa quadrato attorno al suo presidente finito nell’occhio del ciclone perché partecipe di una cordata che si è aggiudicata la Umg, unità minima di gestione, numero 5, al lido di Jesolo. Lo stesso Berton, che è anche amministratore della Jesolmare servizi, è nella società, la Cbc Srl, di cui fanno parte gli albergatori jesolani Menazza e anche la famiglia Moretti Polegato quale socio di minoranza. La Cbc ha ottenuto la concessione con la legge regionale 33 e il ricorso di evidenza pubblica previsto, primeggiando sui gestori uscenti con un investimento di 7 milioni di euro. La giunta nazionale del Sib, con il presidente Tonino Capacchione, ha esaminato la situazione in Italia, l’inerzia e silenzio del Governo sulla direttiva Bolkestein e proclamato lo stato di agitazione, calendarizzando le prossime manifestazioni. E ha focalizzato anche l’attenzione su Jesolo. La giunta si è riunita alla presenza del direttore della Fipe, attraverso la quale il Sib aderisce a Confcommercio, Roberto Calugi, e del neo segretario generale Federico Pieragnoli. «L’assenza del più volte da noi invocato intervento normativo chiarificatore del Governo», premette Capacchione, «sta creando una situazione caotica nella gestione della materia da parte degli enti concedenti. Manca persino una unità di crisi ministeriale per affrontare siffatta emergenza così come avviene in altri settori economici come l’industria o l’agricoltura. Neppure convocate le associazioni di categoria nonostante le innumerevoli e molteplici richieste in tal senso». «Da alcuni comuni», dice riferendosi alla costa veneta e a Jesolo, «vengono adottati provvedimenti di avvio delle gare pur in assenza di una regolamentazione nazionale. Di fronte a questi atti illegittimi il Sib, come sempre, è a fianco dei concessionari nel promuovere azioni anche in sede giudiziaria per la difesa del loro lavoro e delle loro aziende. La soluzione della questione concessoria non può però essere risolta nelle aule giudiziarie, ma in quelle legislative. Urge un intervento legislativo». «La gravità della situazione impone una decisa azione di protesta dei balneari», conferma, «è stato quindi proclamato lo stato di agitazione della categoria. Nei prossimi giorni saranno comunicate le modalità delle manifestazioni e il loro calendario. Sulla inquietante e sconcertante vicenda di Jesolo si chiarisce che il presidente di Unionmare Veneto, Alessandro Berton, non è più rappresentante del Sib, oltre che nostro associato, e che il Sib sarà a fianco, anche in sede processuale, dei concessionari che faranno eventualmente ricorso». Berton non commenta ma da Bibione, Gianfranco Prataviera, a fianco di Berton in Unionmare Veneto conferma: «Il presidente non è in discussione, Unionmare è autonoma anche se aderisce al Sib. Siamo con Berton nel difendere la legge 33». La stessa legge regionale che la “Bibione Spiaggia”, di cui Prataviera è presidente del Cda, ha utilizzato nel 2016 per avere la prima concessione ventennale nel rispetto della direttiva Bolkestein, senza contestazioni.

  • San Giorgio al Tagliamento, bambini colti da malore dopo aver bevuto l’acqua a scuola 
    by Rosario Padovano on 1 March 2024 at 8:06

    Una decina di bambini ha avvertito malori dopo avere bevuto acqua da un rubinetto della mensa della scuola. È accaduto nei giorni scorsi in una mensa scolastica a San Giorgio al Tagliamento, frazione di San Michele. Quale sia la causa, non è ancora chiaro. Stanno cercando di venirne a capo il sindaco Flavio Maurutto e alcuni consiglieri comunali. La presunta intossicazione sarà oggetto di un’interrogazione da parte della minoranza consiliare. I bambini hanno tutti avuto gli stessi sintomi: è stato risparmiato solo chi non ha bevuto I malori non sono stati tali da richiedere il ricorso a cure mediche. Tuttavia, i genitori dei piccoli, che frequentano una classe della primaria, sono sul piede di guerra. Ieri pomeriggio c’è stata una riunione. Un tecnico del servizio mensa ha eseguito lunedì scorso un sopralluogo, stabilendo solo che l’odore dell’acqua da questo rubinetto era intenso: si suppone ci sia nell’acqua troppo cloro. Si tratta della stessa versione per altro fornita dagli insegnanti. I sospetti si sono concentrati sull’acqua, in quanto alcuni piccoli hanno patito conseguenze immediate dopo i primi sorsi. Dopo l’episodio è stato installato un depuratore d’acqua ma, al momento, dal rubinetto incriminato è vietato prendere acqua. Per ora si usano le bottigliette. La mensa attualmente è ospitata in un container. Fino allo scorso anno scolastico c’era una regolare convenzione che disciplinava l’utilizzo di altri locali adibiti a mensa scolastica. Era quella tra il Comune di San Michele e la parrocchia di San Giorgio al Tagliamento. Il prete dava a disposizione dei locali di uno stabile parrocchiale ai bambini, per il pranzo, visto che qui vige il regime scolastico a tempo pieno. Anche il mancato rinnovo della convenzione potrebbe essere inclusa nell’interrogazione in Consiglio.

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