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  • Sedie, lampadari e bulloni: i rifiuti metallici lasciati in laguna a Venezia recuperati grazie al magnete
    by eugenio pendolini on 5 February 2023 at 16:52

    Quando Alvise Danesin va a “pesca” per i canali di Castello, la varietà del suo bottino è di quelle che lasciano increduli. Niente cefali o altre specie, con il suo speciale magnete usato come una calamita, Alvise tira fuori dall’acqua pezzi come tenaglie, sedie, lampadari, pezzi di tubo, mollette, viti, qualche piccolo lampadario. Sono i rifiuti, tutt’altro che commestibili o in qualche modo riutilizzabili, che si nascondono sotto la superficie verde della laguna. In una manciata di battute di pesca, Alvise ha già recuperato una ventina di chili di materiale depositato da chissà quanto sul fondo melmoso dei canali. «Mi sono ispirato a gruppi di volontari che pubblicano video su Youtube e usano questa tecnica in città come Amsterdam», racconta, «così e mi sono detto: perché non provarci anche qui? Mi piacerebbe dare vita a un gruppo di persone per ingrandire questa raccolta di rifiuti: ne va della nostra città». È questa, di fondo, la motivazione che in queste ultime settimane ha spinto Alvise, 29 anni, a passeggiare lungo le rive della città – o anche a bordo di una barca a remi – e a lanciare in acqua un magnete recuperato da un radar grazie all’aiuto di suo papà, tecnico elettronico-navale di professione. Certo, non è mancato chi lo ha guardato storto mentre gettava in acqua questo strano aggeggio che non assomigliava per nulla a una canna da pesca. Ma lui se n’è fatto una ragione come documentano le sue foto pubblicate nella pagina Instagram “Magnet Fishing Venice”. «Sento che nei canali il magnete che uso si attacca ad oggetti di ogni tipo ma è troppo piccolo per tirarli a riva». Informatico di professione, Alvise abita a Castello da un paio d’anni ed è uno dei pochi che, per motivi di lavoro e di residenza, il ponte della Libertà lo ha percorso in senso contrario. «Con la mia ragazza abbiamo deciso di partecipare a un bando del Comune m per la città storica riservato a giovani coppie», racconta, «non avevamo particolari aspettative e invece ci siamo trovati a vivere questa esperienza veneziana della quale non riusciamo più a fare a meno. Lavoro in smart working e ora il ponte è diventato quasi un ostacolo, per noi. Ci siamo innamorati della città e della laguna». E anche delle sue tradizioni. A partire dalla voga, che Alvise pratica da un anno e mezzo grazie a una sanpierotta con la quale, di tanto in tanto, esce per raccogliere qualche rifiuto metallico in laguna. «Finora ho tirato su oggetti di dimensioni ridotte», conclude, «e grazie alla collaborazione con gli addetti di Veritas siamo riusciti a smaltirli nel modo più corretto. C’è però ancora molto da fare». 

  • Bassa marea eccezionale a Venezia, a secco anche il Canal Grande
    on 5 February 2023 at 15:50
  • Esonerato De  Raffaele, il coach livornese paga le 4 sconfitte di fila in campionato della Reyer
    by Davide Vatrella, Michele Contessa on 5 February 2023 at 15:26

    Il patron Brugnaro non ha “gradito” l’ennesimo ko con Brindisi. La squadra è stata affidata al suo secondo Gianluca Tucci

  • Carnevale di Venezia, cento imbarcazioni in maschera per il corteo della pantegana
    by Roberta De Rossi on 5 February 2023 at 12:17

    Con il corteo della pantegana si è aperta la domenica del carnevale di Venezia. Lungo il Canal Grande, hanno sfilato un centinaio di imbarcazioni veneziane, “vestite in maschera”. Avanti a tutte, la caorlina con a bordo i 7 metri della pantegana, simbolo (irridente, ma non troppo) di Venezia, «città che resiste a tutto: come la pantegana, che non è un ratto», ha detto Giovanni Giusto, delegato alle tradizioni del Comune, che questa pantegana in cartapesta ha realizzato 25 anni fa. Poi barche travestite da “go” (pesce con cui si fa un celebre risotto), da magoga (il gabbiano reale, che ha ormai invaso la città e si è fatto conoscere per prendere in mezzo mondo al volo i tramezzini dalle mani dei turisti distratti), il Gallo simbolo di Murano. [[ge:gnn:nuovavenezia:12624245]] Un Corteo acqueo mascherato organizzato dal Coordinamento delle Associazioni Remiere di Voga alla Veneta. Ma se la festa che pre-pandemia si svolgeva lungo il rio di Cannaregio, era festa di migliaia di veneziani anche lungo le rive. Ora, con arrivo negli stretti spazi della Erbaria - tradizionalmente,cuore storico della Venezia antica - tra i plateatici recintati, di spazio per assistere al corteo ce n’è veramente poco.

  • L’editoriale del direttore / Il quarto mistero
    by Fabrizio Brancoli on 5 February 2023 at 10:17
  • Aborto, all’ospedale di Mestre diciannove ginecologi su venti sono obiettori
    by Maria Ducoli on 5 February 2023 at 7:26

    Si è tornati a parlare di aborto, o forse non si è mai smesso. Dal 1978, anno in cui è entrata in vigore la legge 194 che stabilisce il diritto della donna di accedere all’Interruzione Volontaria di Gravidanza (Ivg) il tema è tornato ciclicamente sul tavolo del dibattito politico e pubblico. Se da una parte l’aborto è regolamentato dalla legge, dall’altra per le donne è ancora difficile accedere alla pratica, considerando l’alto numero di obiettori di coscienza. All’ospedale dell’Angelo, su venti ginecologi è solo uno che pratica l’Ivg, al Civile salgono a due, mentre nel presidio ospedaliero di Mirano-Dolo sono tre. «Nel servizio pubblico, la prestazione dovrebbe essere sempre garantita, assurdo che non sia così» commenta Cristiano Zanetti della Cgil Fp, sottolineando come sia necessario garantire non solo il diritto all’aborto ma anche la possibilità per la donna di essere sostenuta a livello psicologico. «Serve un supporto anche a chi sceglie di tenere il bambino. Non si può parlare di maternità senza sottolineare la necessità di un sostegno» continua. Sulla necessità di una maggior tutela della maternità concorda anche Giovanni Leoni, presidente dell’Ordine dei Medici di Venezia. «Serve un aiuto anche e soprattutto alle famiglie che decidono di portare avanti la gravidanza in caso di sindromi e altre patologie». Su chi si rifiuta di praticare l’Ivg, Leoni è chiaro: «la legge 194 è da tutelare e garantire, ma sempre nel rispetto degli obiettori di coscienza». Quindi aborto sì, ma sempre considerando la volontà dei singoli medici. «Tuttavia - continua - rispetto l’obiezione di coscienza ma spero fortemente che ci sia la possibilità di mantenere il servizio». Lo sperano anche le tante donne che l’altra sera sono scese in corteo per protestare contro la presenza di Mario Adinolfi al Candiani. «Vogliamo molto di più della 194» commenta il collettivo Non Una Di Meno Venezia. «Vogliamo decidere come abortire e partorire in un ambiente di cura, senza giudizio né colpevolizzazione. Vogliamo scegliere maternità e aborto senza intromissioni né mistificazioni. Vogliamo l’abolizione dell’obiezione di coscienza» continuano sicure di quello che stanno dicendo. Alle loro spalle, durante il presidio in piazza Ferretto, un cartello che elencava i numeri degli obiettori in Veneto. Padova, sei su ventidue. Treviso, tre su ventuno. Verona, sei su ventisei. Venezia, uno su venti. «Non possiamo continuare così» , concludono.

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