Eventi

  • Ruba vestiti e poi minaccia i vigilantes con una forbice: arrestato a Mestre
    on 2 Marzo 2024 at 8:05

    I Carabinieri della stazione di Mestre arrestano l’autore di una rapina impropria messa a segno in un negozio di abbigliamento al centro commerciale Porte di Mestre. Si tratta di un 20enne, di origini marocchine, indagato anche per resistenza a pubblico ufficiale.Il giovane, dopo aver asportato ed occultato all’interno della propria giacca alcuni capi d’abbigliamento, giunto alle casse si è rifiutato di pagare la merce, minacciando con un paio di forbici gli addetti alla vigilanza, che tuttavia riuscivano a trattenerlo.Il tempestivo arrivo dei militari ha permesso di bloccare definitivamente l’uomo che, durante le fasi dell’arresto, ha continuato ad assumere un atteggiamento ostile nei confronti dei militari.Su disposizione del pm di turno, il giovane è stato portato in carcere a Venezia e, a seguito della successiva convalida dell’arresto, è stata confermata la custodia cautelare in carcere.

  • A Mirano un autocarro trasformato in distributore ambulante: scatta il sequestro
    on 2 Marzo 2024 at 7:58

    La Guardia di finanza di Venezia ha sequestrato un vero e proprio distributore abusivo ambulante di carburante. Nei pressi di un'area industriale nel territorio del Comune di Mirano, i militari hanno notato, in un'area di sosta, un autocarro privo di targhe e in un apparente stato di abbandono. All'interno, però, erano posizionati alcuni grandi serbatoi contenenti gasolio per autotrazione per circa 4.210 litri. I successivi accertamenti hanno permesso di risalire al proprietario del mezzo, un romena, titolare di una ditta di trasporti su strada, mentre è risultato impossibile ricostruire l'origine e la tracciabilità del gasolio predisposto per la vendita. La Procura della Repubblica di Venezia ha posto sotto sequestro il veicolo e il gasolio, mentre la proprietaria è stata denunciata a piede libero per violazioni in materia di accisa (sottrazione all'accertamento dell'accisa sui prodotti energetici).

  • Femminicidio di Bovolenta, la furia di Pittarello su Sara: uccisa con 50 coltellate
    by Cristina Genesin on 2 Marzo 2024 at 7:37
  • Concessioni balneari, a Jesolo si cerca un accordo: spunta la “public company”
    by Giovanni Cagnassi on 2 Marzo 2024 at 6:15

    Al lido di Jesolo prime prove di accordi. Venerdì sera al Palazzo del Turismo l’incontro tra la società Cbc Srl, di cui fanno parte gli albergatori jesolani Menazza, l’imprenditore Alessandro Berton, presidente di Unionmare Veneto, e la famiglia Moretti Polegato quale socio minoritario. Venerdì è stato Alessandro Berton che ha introdotto il tema in tono distensivo davanti a una cinquantina di albergatori della Umg 5, unità minima di gestione e comparto centrale tra piazza Brescia e piazza Mazzini. Hanno ottenuto la gestione della spiaggia più ambita per vent’anni con un piano di investimenti da 7 milioni e grandi interventi annunciati verso la spiaggia del futuro. Chi ha perso la concessione, tra cui spicca l’ex sindaco di Jesolo Renato Martin, presidente di uno dei precedenti consorzi di gestione, potrebbe fare ricorso al Tar. Ieri non c’era Martin, che si trova all’estero, ma quasi tutti i consorzi “perdenti” del Consorzio Stabilimenti Centrali Scarl presieduto da Michele Fontebasso. Le porte sono aperte a loro. Il modello è quello di una public company, quindi una società ad azionariato diffuso. Chi volesse può entrare con una quota anche non molto elevata, tra i 2 mila e i 5 mila euro a salire. L’incontro si è limitato ai soli albergatori, almeno in questa prima fase, proprio per capire se vi sia margine per entrare nelle quote della nuova società di gestione che si dimostra aperta al dialogo e ai finanziamenti. Poi sarà riproposto anche ai titolari di chioschi, piccoli natanti e altro. Saranno le trattative tra privati, perdenti e vincenti, ora a decidere se tutto potrà filare finalmente liscio. Dalla riunione, cui ha partecipato anche il presidente di Federalberghi Veneto, Massimiliano Schiavon, è emersa una sostanziale volontà di aderire da parte degli albergatori, circa una cinquantina. Molti lo avrebbero fatto subito, prova della tensione cui sono sottoposti in questo momento. Berton ha suggerito di rifletterci per qualche giorno. Legge 33, si fa squadra Intanto, la costa veneziana fa squadra sulla legge 33 anche se la politica nazionale e le categorie del settore in Italia stanno puntando il dito contro il “caso Jesolo” e le evidenze pubbliche ai sensi della legge regionale del turismo. Il presidente di Unionmare Veneto, Alessandro Berton, è stato allontanato dal Sib, sindacato nazionale dei balneari, dopo che il presidente Tonino Capacchione lo ha ufficialmente destituito. Ma Unionmare ha una sua personalità giuridica e autonomia e Berton resta al suo posto con la fiducia dei rappresentanti delle spiagge. Conferenza dei sindaci «La legge 33 è una legge che ha già ricevuto il via libera della Corte Costituzionale», ricorda la presidente della Conferenza dei sindaci del litorale, Roberta Nesto, sindaco di Cavallino Treporti, coordinatrice del network nazionale G20 spiagge, «che ha cassato solo la parte relativa all’equo indennizzo. Quanto al tribunale amministrativo è confermato che le concessioni sono scadute il 31 dicembre 2023 per tutti e bisognava procedere». Il caso di Chioggia L’impiego della legge regionale 33 sul turismo risale al 2009 a Chioggia, prima ancora di Bibione. Sono state utilizzate le evidenze pubbliche della legge 33, ritenuta strumento efficace per tutelare anche i concessionari uscenti. Una trentina, da allora, le concessioni assegnate e ne restano una ventina da assegnare con la stessa legge. C’è stato un solo caso finito al Tar, ma poi sono stati riconosciuti i diritti del concessionario uscente. Bibione spiaggia La storica società con il presidente Gianfranco Prataviera, che siede a fianco di Berton in Unionmare, nel 2016 ha ottenuto la concessione ventennale fino al 2036 grazie alla legge 33 e il percorso di evidenza pubblica. Caorle e Cavallino Treporti A Caorle la legge 33 non si discute, ma se ne parlerà a dicembre. Il Comune ha scelto la strada delle proroghe indicate dal governo per le circa 50 concessioni che andranno in gara con i percorsi di evidenza pubblica ai sensi della legge regionale. A Cavallino Treporti si procede invece per 60 concessionari con i procedimenti di evidenza pubblica della legge 33 e lo stesso a Eraclea.

  • Chioggia, è crisi politica. «Giunta, cento giorni persi: Armelao si deve dimettere»
    by Elisabetta B. Anzoletti on 2 Marzo 2024 at 6:10

    L’opposizione compatta chiede le dimissioni del sindaco Mauro Armelao che però tira dritto e minimizza le tensioni in casa della maggioranza. Dopo 100 giorni di muro contro muro con Fratelli d’Italia, quasi totalmente assente dal Consiglio di giovedì a dimostrazione che nulla è stato ricucito, i quattro gruppi consiliari di minoranza (Pd, M5S, Energia civica, Obbiettivo Chioggia) hanno abbandonato l’aula e firmato un documento comune in cui chiedono di porre fine all’immobilismo amministrativo, causato dalla crisi di giunta, con le dimissioni. Il sindaco continua a non voler dichiarare nulla né sullo stato di crisi, che lui definisce «trattative in corso», né sulla richiesta di dimissioni delle opposizioni. In apertura di Consiglio giovedì, quando emiciclo e platea si attendevano spiegazioni sullo stallo della maggioranza e annunci su possibili nuovi ingressi in giunta per placare le ire di FdI, si è limitato a dire che “non c’è alcuna paralisi dell’attività istituzionale”, citando il numero delle delibere approvate da novembre a febbraio, e che “i partiti sono formati da persone e possono capitare delle divergenze su cui ci si sta confrontando”. Un confronto evidentemente difficile perché dopo 100 giorni ancora il sindaco non è uscito dalle sabbie mobili. Per farlo dovrebbe inghiottire qualche “rospo”, del tipo riprendersi in giunta il vicesindaco Daniele Tiozzo Brasiola, cacciato all’improvviso a novembre, o un altro uomo vicino a Matteo Penzo, con cui però i rapporti personali sono gelidi. Il sindaco non molla, ma nemmeno FdI ha intenzione di continuare come nulla fosse accettando lo smacco della cacciata del vicesindaco. C’è però anche da tener conto che FdI al suo interno ha più correnti e quella che “non sta” con Matteo Penzo, sta col sindaco. Tanto che nel Consiglio di giovedì, anche se ai consiglieri di FdI era arrivato l’ordine perentorio dalla segreteria provinciale di disertare la seduta, Katia Hannot poco dopo le 20 e Claudio Bullo, verso le 21 quando ormai la seduta era conclusa, sono arrivati in aula. Assieme a Bullo c’era anche l’ex assessore della giunta Tiozzo, Nicola Boscolo Pecchie che potrebbe entrare in giunta o in Consiglio qualora venisse “promosso” Bullo. Ma gli scenari sono tutt’altro che chiusi e il sindaco al momento va avanti con la giunta “monca” di due assessori e con un Consiglio a numeri ridotti. L’opposizione però incalza. «Siamo usciti dall’aula perché la situazione rasenta l'indecenza», spiegano i consiglieri di Pd, M5S, Energia civica, Obbiettivo Chioggia, «Dopo cento giorni di stallo e di una città annodata tra le logiche di potere e poltrone, con Fratelli d’Italia ancora assente, il sindaco derubrica tutto come “personalismi e trattative in corso”. Con grande senso di responsabilità e di compattezza abbiamo deciso di abbandonare l’aula e chiedere le dimissioni. Ci rifiutiamo di partecipare a questa farsa. Le logiche di potere non possono paralizzare una città. Consiglio e città non possono subire le guerre di poltrone di questa maggioranza ormai a fine corsa».

  • L’addio di D’Agostino al porto di Trieste, il timer per una scelta di qualità
    by FABRIZIO BRANCOLI on 2 Marzo 2024 at 6:02

Your cart is empty.

0 in cart
Close