Eventi

  • Reyer, ora è crisi vera: con l’Happy Casa di Vitucci arriva la quarta sconfitta consecutiva (75-76)
    by Michele Contessa on 5 Febbraio 2023 at 14:04

    Ancora una sconfitta in volata (75-76) per la Reyer, Brindisi esulta, alla terza vittoria di fila, per il quintetto di De Raffaele è il quarto stop consecutivo in campionato. Pesa la decisione degli arbitri a 4’19” dalla fine sul +4 con il fallo antisportivo comminato a Spissu. Prima della partita premiati Lorenzo Carraro e Francesco Vitucci nell’ambito dei 150 anni della Reyer. Moraschini e Bramos in quintetto con il primo sulle tracce di Reed, dominatore della gara d’andata. Watt parte meglio di Perkins (6-4), la Reyer allunga (14-8) con Spissu (tripla) e Willis (2+1), prima di subire la reazione dell’Happy Casa (14-12). L’accelerata di Spissu (19-14), che infila 10 dei 19 punti della Reyer nel primo quarto, viene vanificata dalle palle perse (5) in attacco dagli orogranata (19-17), con Reed quasi in doppia cifra (9 punti). Harrison aggancia Venezia (19-19) in apertura di secondo quarto, Bayehe il sorpasso (20-21) con la Reyer a secco per oltre 3’, il primo canestro su azione arriva dopo 3’45” con la tripla di Granger (25-23). Squadre che faticano in attacco, qualità del gioco modesta (25-27), Spissu e Watt sono gli unici finalizzatori della Reyer (31-28), che prova a scappare nel finale del quarto (38-31) con Brooks e Willis. Reyer a secco al ritorno in campo, Perkins no (38-35), ci pensano Moraschini e Spissu a firmare il +9 (44-35). Reed torna in panchina con un dito dolorante, Tessitori è “presente” in attacco, Reyer a +12 (51-39). Ma Bowman dalla lunetta e Mezzanotte dall’arco accorciano il passivo (51-46). Nel suo momento migliore la Reyer si disunisce improvvisamente, sale il nervosismo e Brindisi piazza un micidiale 15-0 (51-54) completato ancora da Mezzanotte dall’arco, De Nicolao ci mette una pezza (54-54 al 30’). E’ sempre il play di Camposampiero a tirare fuori la Reyer dal tunnel, seconda tripla (59-58), gioco e assist (66-60), insieme agli altri “pretoriani” di De Raffaele (Bramos, Brooks e Watt). Venezia prova a serrare le maglie, contropiede di Willis (68-64). A 4’21” episodio cruciale, da un fallo di Bowman su Spissu, l’instant replay spinge la terna a fischiare l’antisportivo al play sardo. Decisione che costa 5 punti alla Reyer (68-69), Granger fallisce un “rigore”, ancora Lamb (68-71), Venezia va in tilt (68-74) dopo la decisione degli arbitri (break di 10-0 dell’Happy Casa). Finale incandescente., Brindisi a +7 (69-76), poi la rimonta della Reyer (75-76) con Spissu che si fa soffiare il pallone da Burnell nell’ultima azione con 11”1 da giocare.

  • Carnevale di Venezia, cento imbarcazioni in maschera per il corteo della pantegana
    by Roberta De Rossi on 5 Febbraio 2023 at 12:17

    Con il corteo della pantegana si è aperta la domenica del carnevale di Venezia. Lungo il Canal Grande, hanno sfilato un centinaio di imbarcazioni veneziane, “vestite in maschera”. Avanti a tutte, la caorlina con a bordo i 7 metri della pantegana, simbolo (irridente, ma non troppo) di Venezia, «città che resiste a tutto: come la pantegana, che non è un ratto», ha detto Giovanni Giusto, delegato alle tradizioni del Comune, che questa pantegana in cartapesta ha realizzato 25 anni fa. Poi barche travestite da “go” (pesce con cui si fa un celebre risotto), da magoga (il gabbiano reale, che ha ormai invaso la città e si è fatto conoscere per prendere in mezzo mondo al volo i tramezzini dalle mani dei turisti distratti), il Gallo simbolo di Murano. [[ge:gnn:nuovavenezia:12624245]] Un Corteo acqueo mascherato organizzato dal Coordinamento delle Associazioni Remiere di Voga alla Veneta. Ma se la festa che pre-pandemia si svolgeva lungo il rio di Cannaregio, era festa di migliaia di veneziani anche lungo le rive. Ora, con arrivo negli stretti spazi della Erbaria - tradizionalmente,cuore storico della Venezia antica - tra i plateatici recintati, di spazio per assistere al corteo ce n’è veramente poco.

  • L’editoriale del direttore / Il quarto mistero
    by Fabrizio Brancoli on 5 Febbraio 2023 at 10:17
  • Sedie, lampadari e bulloni: i rifiuti metallici lasciati in laguna a Venezia recuperati grazie al magnete
    by eugenio pendolini on 5 Febbraio 2023 at 7:34

    Quando Alvise Danesin va a “pesca” per i canali di Castello, la varietà del suo bottino è di quelle che lasciano increduli. Niente cefali o altre specie, con il suo speciale magnete usato come una calamita, Alvise tira fuori dall’acqua pezzi come tenaglie, sedie, lampadari, pezzi di tubo, mollette, viti, qualche piccolo lampadario. Sono i rifiuti, tutt’altro che commestibili o in qualche modo riutilizzabili, che si nascondono sotto la superficie verde della laguna. In una manciata di battute di pesca, Alvise ha già recuperato una ventina di chili di materiale depositato da chissà quanto sul fondo melmoso dei canali. «Mi sono ispirato a gruppi di volontari che pubblicano video su Youtube e usano questa tecnica in città come Amsterdam», racconta, «così e mi sono detto: perché non provarci anche qui? Mi piacerebbe dare vita a un gruppo di persone per ingrandire questa raccolta di rifiuti: ne va della nostra città». È questa, di fondo, la motivazione che in queste ultime settimane ha spinto Alvise, 29 anni, a passeggiare lungo le rive della città – o anche a bordo di una barca a remi – e a lanciare in acqua un magnete recuperato da un radar grazie all’aiuto di suo papà, tecnico elettronico-navale di professione. Certo, non è mancato chi lo ha guardato storto mentre gettava in acqua questo strano aggeggio che non assomigliava per nulla a una canna da pesca. Ma lui se n’è fatto una ragione. «Sento che nei canali il magnete che uso si attacca ad oggetti di ogni tipo ma è troppo piccolo per tirarli a riva». Informatico di professione, Alvise abita a Castello da un paio d’anni ed è uno dei pochi che, per motivi di lavoro e di residenza, il ponte della Libertà lo ha percorso in senso contrario. «Con la mia ragazza abbiamo deciso di partecipare a un bando del Comune m per la città storica riservato a giovani coppie», racconta, «non avevamo particolari aspettative e invece ci siamo trovati a vivere questa esperienza veneziana della quale non riusciamo più a fare a meno. Lavoro in smart working e ora il ponte è diventato quasi un ostacolo, per noi. Ci siamo innamorati della città e della laguna». E anche delle sue tradizioni. A partire dalla voga, che Alvise pratica da un anno e mezzo grazie a una sanpierotta con la quale, di tanto in tanto, esce per raccogliere qualche rifiuto metallico in laguna. «Finora ho tirato su oggetti di dimensioni ridotte», conclude, «e grazie alla collaborazione con gli addetti di Veritas siamo riusciti a smaltirli nel modo più corretto. C’è però ancora molto da fare». 

  • Aborto, all’ospedale di Mestre diciannove ginecologi su venti sono obiettori
    by Maria Ducoli on 5 Febbraio 2023 at 7:26

    Si è tornati a parlare di aborto, o forse non si è mai smesso. Dal 1978, anno in cui è entrata in vigore la legge 194 che stabilisce il diritto della donna di accedere all’Interruzione Volontaria di Gravidanza (Ivg) il tema è tornato ciclicamente sul tavolo del dibattito politico e pubblico. Se da una parte l’aborto è regolamentato dalla legge, dall’altra per le donne è ancora difficile accedere alla pratica, considerando l’alto numero di obiettori di coscienza. All’ospedale dell’Angelo, su venti ginecologi è solo uno che pratica l’Ivg, al Civile salgono a due, mentre nel presidio ospedaliero di Mirano-Dolo sono tre. «Nel servizio pubblico, la prestazione dovrebbe essere sempre garantita, assurdo che non sia così» commenta Cristiano Zanetti della Cgil Fp, sottolineando come sia necessario garantire non solo il diritto all’aborto ma anche la possibilità per la donna di essere sostenuta a livello psicologico. «Serve un supporto anche a chi sceglie di tenere il bambino. Non si può parlare di maternità senza sottolineare la necessità di un sostegno» continua. Sulla necessità di una maggior tutela della maternità concorda anche Giovanni Leoni, presidente dell’Ordine dei Medici di Venezia. «Serve un aiuto anche e soprattutto alle famiglie che decidono di portare avanti la gravidanza in caso di sindromi e altre patologie». Su chi si rifiuta di praticare l’Ivg, Leoni è chiaro: «la legge 194 è da tutelare e garantire, ma sempre nel rispetto degli obiettori di coscienza». Quindi aborto sì, ma sempre considerando la volontà dei singoli medici. «Tuttavia - continua - rispetto l’obiezione di coscienza ma spero fortemente che ci sia la possibilità di mantenere il servizio». Lo sperano anche le tante donne che l’altra sera sono scese in corteo per protestare contro la presenza di Mario Adinolfi al Candiani. «Vogliamo molto di più della 194» commenta il collettivo Non Una Di Meno Venezia. «Vogliamo decidere come abortire e partorire in un ambiente di cura, senza giudizio né colpevolizzazione. Vogliamo scegliere maternità e aborto senza intromissioni né mistificazioni. Vogliamo l’abolizione dell’obiezione di coscienza» continuano sicure di quello che stanno dicendo. Alle loro spalle, durante il presidio in piazza Ferretto, un cartello che elencava i numeri degli obiettori in Veneto. Padova, sei su ventidue. Treviso, tre su ventuno. Verona, sei su ventisei. Venezia, uno su venti. «Non possiamo continuare così» , concludono.

  • Il caso a Venezia: «Mancano 100 operatori socio sanitari, ma l’Usl ne lascia a casa trenta»
    by Alberto Sanavia on 5 Febbraio 2023 at 7:22

    «Mancano oltre 100 operatori socio sanitari, ma entro un mese l’Usl 3 ne lascerà 30 a casa». I sindacati sono sul piede di guerra e mercoledì vi sarà un’assemblea delle sigle Cgil, Cisl e Uil per affrontare una situazione «incomprensibile». La vicenda riguarda una trentina di Oss assunti a tempo determinato dall’Usl 3, i cui contratti non verranno prorogati. «Sono stati assunti con risorse legate all’emergenza Codiv», dice Cristiano Zanetti di Fp Cgil, «ma la possibilità di proroga non è presa in considerazione. Di fronte a una carenza di carenza organica, ricordo che per assumere Oss a volte servono anche tre mesi. Non si capisce l’urgenza d’interrompere questo rapporto. Dai lavoratori percepiamo il disagio diffuso e, interloquendo con la direzione, sembra che chi si occupa di reclutamento abbia perso il contatto con la realtà». I sindacati stanno pensando anche all’organizzazione di «una grande assemblea pubblica per denunciare ai cittadini tutti questa pesante situazione». In una nota firmata dalla Cgil e da Francesco Menegazzi della Uil, la carenza di personale «riguarda anche tantissime altre figure professionali, a partire dagli infermieri e dai medici. È stato chiesto un urgente incontro, ma la direzione non ha risposto. Non regge la giustificazione secondo la quale si sta procedendo al reclutamento di operatori dalla graduatoria a tempo indeterminato, perché coloro che prendono servizio in queste settimane sostituiscono il turn over di personale già cessato nei mesi precedenti». Secondo Zanetti, «l’assemblea di mercoledì servirà anche per aprire una vertenza sul problema che riguarda tutta sanità provinciale, compresa l’Usl 4. Dal momento in cui si parla di Case di Comunità, se non si procede con una campagna di reclutamento coordinata, non si capisce come si possa gestire il futuro. Su Venezia, da mesi abbiamo mandato lettere alle istituzioni per aprire un ragionamento sulla Città d’acqua. Se non s’interviene parlando di strategie d’incentivo, anche per venirci a vivere, le stesse istituzioni dovranno spiegare l’inevitabile chiusura dei servizi». Per mercoledì, Zanetti annuncia inoltre un tavolo con l’Usl. «Riguarderà i temi del pronto soccorso e del dipartimento di salute mentale», dice Zanetti, «ma su quest’ultimo pensiamo di stracciare il confronto, perché chiediamo che ci vengano forniti i dati preventivamente, in modo da avere tempo per fare delle valutazioni. Noi siamo aperti al dialogo, ma pretendiamo reciprocità». Sul tema, l’Usl 3 replica con una nota. «L’Usl 3 ha già evidenziato come stia mettendo in atto ogni azione su vari fronti per l’individuazione di personale da inserire negli organici», scrive, «che si tratti di medici, infermieri o operatori sanitari. Ma ha anche già sottolineato che intende continuare ad operare utilizzando i percorsi consentiti dalla normativa, la quale non prevede il prolungamento di contratti fin dall’inizio stipulati a tempo determinato, vincolati all’impossibilità della proroga. Con le proprie azioni di reclutamento, entro il confine dei percorsi leciti, l’Usl 3 sta ottenendo risultati ampi, con l’obiettivo inoltre di superare per il proprio personale, dove possibile, la situazione di precarietà, ampliando invece il numero di operatori assunti a tempo indeterminato. Al riguardo, resta comunque aperta al dialogo e al confronto con le sigle sindacali».

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